Calcio, chi riparte e chi…forse

“Nessuna certezza”, cantavano i Tiromancino. Parole che descrivono in pieno le vicende del calcio ad oggi.  Tra chi vuole ripartire e chi vuole chiudere tutto, tra chi aspetta le decisioni altrui e chi vuole allenarsi, tra chi polemizza e poi ritratta, l’unica certezza è che non ci sono certezze.

Il mondo del calcio naviga a vista e dalla Francia una clamorosa decisione: “La stagione agonistica, in particolare quella del calcio – ha annunciato Edouard Philippe, il Premier francese – non potrà riprendere”. Uno stop che si somma a quelli di Olanda e Belgio, creando un effetto domino che sembra palesarsi già in Italia. “La Francia non sarà l’ultima a decidere per lo stop – avverte Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport – e questo potrebbe indurre l’Italia a fare lo stesso ragionamento”.

Scenari inimmaginabili fino a poche settimane fa, quando le maggiori leghe europee stabilivano le date per tornare in campo. Ognuna aveva redatto un protocollo di sicurezza sulla ripresa degli allenamenti e sull’attività agonistica, nell’attesa che i rispettivi governi sciogliessero le riserve. In Italia quest’attesa ha cominciato a stancare un po’ tutte le componenti e le polemiche sono divampate. Il ministro Spadafora è stato accusato più volte di non aver preso una decisione netta.

“Vedo la ripresa del campionato come una possibilità sempre più stretta – ha dichiarato Spadafora alla trasmissione Omnibus – Se fossi nei presidenti penserei al nuovo campionato”.

Anche in Germania la situazione non è chiara dopo la risalita dei contagi. Le squadre hanno già ripreso gli allenamenti da qualche settimana e il campionato dovrebbe ripartire il 9 maggio. Dubbi che potrebbero essere sciolti giovedì, con la riunione tre la German Football League e Angela Merkel, dove si deciderà se rispettare il programma.

In Inghilterra la prima squadra a riprendere gli allenamenti è l’Arsenal. Gli inglesi vorrebbero riaprire la Premier League l’8 giugno ma nulla è ancora certo. A tal proposito, la UEFA ha ricordato che le leghe hanno l’obbligo di dover comunicare entro il 25 maggio la decisione definitiva in merito alla ripresa o meno dei campionati.

Nel frattempo, in Italia, anche gli ultras hanno preso posizione chiedendo la fine immediata della stagione. “Rappresentereste solo voi stessi, i vostri interessi economici e la vostra lurida avidità – scrivono gli ultrà napoletani – Finitela qua se avete un po’ di dignità”. Parole dure che fanno eco al grido di dolore degli ultras atalantini: “Ora esultare per un gol di Gomez non ha più senso”