Calcio, la Serie A e i dubbi a 24 ore dalla decisione

La Serie A ricomincia ufficialmente? Quando si torna in campo il 13 o il 20 giugno? Le partite saranno trasmesse in chiaro?

Sono solo alcune delle domande ancora senza risposta alla vigilia della dead line annunciata dal Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Giovedì nel vertice in videoconferenza con il mondo del calcio, posticipato alle 18.30, deciderà sulla riapertura del campionato e sull’ipotesi della Diretta gol trasmessa in chiaro.

“Diretta gol? Con un atto d’imperio, perché si tratterebbe di un vero e proprio esproprio nei confronti di un’attività privata – Spadafora al Corriere dello Sport – È come se alla Fiat fosse imposto di produrre per tre mesi solo 500 a un determinato prezzo. Serve un decreto legge, non certo un Dpcm. Se il presupposto è la visibilità a tutta la popolazione, Diretta Gol non si può far trasmettere sul satellitare, ma deve andare su Tv8 o sul canale 26. Piuttosto va trovata una soluzione per le partite che ha in esclusiva Dazn, che dovrebbe sublicenziare i diritti.” La proposta del Ministro trova molti pareri contrari, come già accaduto in occasione di Juventus-Inter quando Spadafora auspicò per la prima volta di trasmettere le partite in chiaro per ridurre il rischio di assembramenti.

Le prime lamentele arrivano dagli abbonati alle Pay Tv che rivendicano il diritto dell’esclusività, inoltre gli stessi broadcast difficilmente possono trovare un accordo, avendo in corso un contenzioso con la Lega di A. Sky ha ribadito la sua ostilità nell’adempimento dell’ultima tranche dei diritti Tv (circa 230 milioni) nonostante il comunicato del Consiglio della Lega. “Confermata, per quanto riguarda il rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi, la linea del rispetto dei contratti, in ottemperanza alle delibere assunte dall’Assemblea dello scorso 13 maggio.”

Dalla medesima riunione è stato programmato un incontro per venerdì 29 maggio sul tema calendario, all’indomani della comunicazione del Ministro dello Sport. Si valutano diverse ipotesi, che contemplano la disputa delle restanti gare di Serie A e di Coppa Italia, riservandosi un piano B che vedrebbe l’inserimento di playoff e playout.

In un clima di forti dubbi e contrasti a sole 24 ore dalle decisioni ufficiali arriva anche il chiarimento del Comitato tecnico-scientifico: “Non esistono alternative a quanto rappresentato in ogni sede. Ipotizzare un trattamento particolare è fuorviante e provocatorio”. Il Cts ha ribadito che la quarantena di due settimane, qualora dovesse esserci un positivo in una squadra, rimarrà un punto fermo anche per il protocollo delle partite.