Calcio. No allenamenti collettivi, no ritiri

Oggi l’Italia riparte il calcio ancora no. È arrivato il tanto atteso 18 maggio ma non ci saranno ancora gli allenamenti collettivi di squadra, il Governo non ha avuto il via libera dal Comitato tecnico-scientifico. Le nuove linee guida redatte dalla Commissione Medico-Scientifica Federale sono al vaglio del Cts, ma senza il nulla osta si va avanti con gli allenamenti individuali e senza i ritiri.

Nel documento della Figc si punta a correggere le criticità emerse nella riunione in Lega: ritiri obbligatori, quarantena di tutta la squadra, responsabilità diretta dei medici sportivi. “Stiamo provando a ripartire fra mille difficoltà – aveva dichiarata Tommaso Giulini, presidente del Cagliari – ad oggi abbiamo un problema con il protocollo”.

Sono tante le società che hanno avuto problemi nel trovare alberghi o centri sportivi con 50 stanze singole, rendendo di fatto impossibile un ritiro di almeno due settimane. Daniele Faggiano, il Ds del Parma, va controcorrente: “Andiamo in ritiro. I due calciatori risultati positivi al primo tampone e negativi al secondo (effettuati nell’arco di 24 ore) sono stati isolati e vengono costantemente monitorati”.

Nel nuovo protocollo i club si impegnano nella sanificazione costante degli ambienti e dei luoghi per gli allenamenti collettivi, garantendo inoltre l’esclusivo utilizzo. Allenatore e staff indosseranno la mascherina e staranno a due metri di distanza, a fine seduta le docce verranno effettuate a scoglioni, resta confermato lo spostamento con mezzi propri.

Qualora ci fosse un caso di accertata positività al Covid-19, si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto interessato. Nessun componente della squadra potrà avere contatti esterni, mentre il proseguire gli allenamenti è consentito. I medici delle varie squadre non saranno responsabili penalmente, eserciteranno una mera vigilanza sul rispetto delle regole.

Nonostante tutto ci sono ancora tante perplessità. “Ricevo molti messaggi da i calciatori, sono preoccupati – fa notare il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora – la situazione è molto complessa, inviterei tutti a fare meno i fenomeni”. Dopo la battaglia di Cellino per il suo Brescia, nelle precedenti settimane, per lo stop definitivo al campionato, ecco uscire allo scoperto anche l’Udinese. “La data del 13 giugno per la ripartenza è una vera follia – avverte Pierpaolo Marino, il responsabile dell’area tecnica – con solo quattro settimane di allenamento il rischio infortuni è incredibile”.