Ibra dominante, Napoli senza veleno

Serata da dimenticare per i partenopei che perdono lo scontro al vertice contro il Milan di uno straripante Ibrahimovic. Il Napoli ha diverse occasioni ma è impreciso sotto porta, si innervosisce e si disunisce. Gli azzurri non sanno più soffrire?

“Ci siamo fatti male da soli, abbiamo creato, ma quando arriva la partita importante succede sempre qualcosa, non perdiamo solamente per sfortuna Gattuso deluso fa autocritica – Ci manca arrivare alla partita con l’occhio diverso, pensiamo solamente a giocare con la tecnica. Sono io il responsabile, perché la guida della squadra ce l’ho io”

Bonera nei panni di Pioli imbriglia la manovra azzurra bloccando Koulibaly e lasciando l’impostazione ai piedi meno nobili di Manolas. Gli azzurri si riorganizzano e arrivano alla conclusione con le incursioni di Politano, il migliore dei suoi, e Lozano. Il Milan trova il vantaggio con uno stacco imperioso di Ibra, vero e proprio totem dei rossoneri. Il Napoli reagisce, prende anche una traversa, ma Donnarumma è attento.

“Noi abbiamo giocato diverse palle bene, ma bisogna fare un passo avanti nella mentalità, tante volte vogliamo fare troppo i professori – duro Gattuso con l’atteggiamento dei suoi in campo – Bisogna dirsi le cose in faccia tante volte, non pensare che tutto vada bene”

Infatti, nella ripresa gli azzurri si innervosiscono per qualche errore tecnico di troppo e per alcune decisioni arbitrali dubbie. Ibra raddoppia in contropiede dopo una sanguinosa palla persa da Di Lorenzo, che si ripeterà anche sul tre a uno finale di Hauge.

Nel mezzo la rete di Mertens che illude i suoi fino all’espulsione di Bakayoko per doppia ammonizione. La seconda sacrosanta mentre la prima assolutamente eccessiva. Il direttore di gara Valeri sbaglia anche nella valutazione del contratto tra Ibra e Koulibaly, negando il rosso a Zlatan.

“A me è sembrata una gomitata da Mike Tyson, ma non voglio parlarne adesso, per questi episodi c’è la Var – Gattuso non cerca alibi – Per me Zlatan è più forte ora rispetto a 10-12 anni fa, il Milan non è la squadra più forte ma hanno la mentalità, si mettono a disposizione”

Rino cerca in tutti i modi di fare da parafulmine ai suoi ragazzi addossandosi la colpa di una mentalità vincente mancante. Alla fine, da uomo semplice e vero, esce il suo pensiero e non mancano le bordate al solito grande limite di questo gruppo.

Il Napoli ne esce ridimensionato, e forse è un vantaggio perché quando gli azzurri smettono di specchiarsi e tornano a miscelare la tecnica con il veleno, allora arrivano i risultati.

NAPOLI (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Ruiz (45′ st Elmas), Bakayoko; Politano (24′ st Petagna), Lozano (11′ st Zielinski), Insigne; Mertens. Allenatore: Gattuso

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Kessié, Bennacer; Saelemaekers (28′ st Castillejo), Calhanoglu (42′ st Krunic), Rebic (29′ st Hauge); Ibrahimovic (34′ st Colombo). Allenatore: Bonera

ARBITRO: Valeri di Roma

MARCATORI: 20’pt, 9′ st Ibrahimovic (M), 18′ st Mertens (N), Hauge 50′ st (M)

NOTE: Al 20′ st espulso Bakayoko (N) per doppia ammonizione. Ammoniti: Mario Rui (N), Calabria, Kessie (M). Recupero: 3′ e 5′