Napoli-Juventus la prima Finale a porte chiuse

Napoli e Juventus si affrontano mercoledì 17 giugno alle ore 21 sul prato dello stadio Olimpico per la finale. Il primo trofeo dopo il lockdown, il primo nella storia a porte chiuse. Il Napoli vuole la sua sesta Coppa Italia, mentre la Juventus in caso di vittoria sarebbe campione per la quattordicesima volta.

Nonostante l’impatto dell’emergenza sanitaria sui conti del calcio, la sfida tra Napoli e Juventus ha un valore potenziale di 1335 milioni di euro. Gli azzurri sono stimati sui 546 milioni e i bianconeri 789, secondo gli studi del Cies e le quotazioni di Trasfertmarkt.

Le due finaliste si sono incontrate undici volte nella coppa nazionale, cinque volte al San Paolo e sei volte a Torino. I precedenti sorridono alla Juventus, anche se di poco, con cinque vittorie bianconere contro le quattro azzurre, intervallate da due pareggi. Statistiche che si ribaltano quando si considerano solo le finali, dove il Napoli conduce per 3 a 1. L’ultima finale giocata, la Supercoppa italiana nel dicembre del 2014, fu vinta dal Napoli, che trionfò anche nell’unico precedente in una finale di Coppa Italia nel 2012.

Proprio di quella partita, finita 2-0 con le reti di Cavani ed Hamsik, parla Paolo Cannavaro: “È stato un orgoglio incredibile. Non si vinceva da tanto tempo, battere la Juve fu un’impresa, aveva chiuso il campionato da imbattuta.”

Il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha pensato bene di accendere la miccia della polemica alla vigilia del match. “Sarri è stato un traditore. Ha tradito me e il Napoli. Mi fece incazzare con la scusa volgare dei soldi, mi costrinse a cambiare ed aveva ancora due anni di contratto – attacca De Laurentiis, rivendicando meriti e scelte – naturale che l’imprenditore dia delle indicazioni e che gli sia riconosciuta una parte del merito, non solo la colpa della sconfitta. Chi ha preso Cavani? Il sottoscritto. E Mazzarri? Benitez? Higuain, Sarri? Quando lo scelsi tappezzarono la città di striscioni contro di me”.

Maurizio Sarri non ha risposto alle punture del patron azzurro, impegnato a trovare la giusta quadra della sua Juventus, sembrata non in grande condizione atletica nella semifinale contro il Milan. Sarri ha tutto da perdere, se vince ha fatto il suo dovere altrimenti avrà fallito il secondo obiettivo stagionale dopo la sconfitta in Supercoppa contro la Lazio. Inoltre, c’è una corsa Scudetto molto serrata e un ottavo di Champions League da ribaltare contro il Lione. Infine, la difficile gestione tattica tra Dybala e Ronaldo, con il portoghese che di malavoglia si adatta a fare il centravanti in luogo del separato in casa Higuain.

In casa Napoli c’è un piccolo caso Lozano, dopo gli entusiasmi per la semifinale vinta contro l’Inter con annesso record di gol per Dries Mertens. El Chucky è stato allontanato da mister Gattuso durante la sessione di allenamento, reo di un atteggiamento svogliato che ha mandato su tutte le furie Ringhio. L’allenatore dei partenopei non transige su queste cose, come già accaduto con Allan tempo fa, non facendo sconti a nessuno.

Il resto del gruppo sembra in palla e concertato verso l’obiettivo, una vittoria che riscatterebbe una stagione maledetta. Scalpitano per una maglia da titolare Mario Rui, Fabian e Callejon, con quest’ultimo in ballottaggio con Politano. Arrivano buone notizie anche dall’infermeria dove Manolas è pienamente recuperato e arruolabile.

Napoli (4-3-3) Meret; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz, Demme, Zielinski; Callejon, Mertens, Insigne. All.: Gattuso.

Juventus (4-3-3) Buffon; Danilo, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Khedira, Bentancur, Matuidi; Cuadrado, Ronaldo, Dybala. All.: Sarri.