Napoli, la peggiore delle beffe.27 tiri e un uomo in più, ma vince lo Spezia

Clamoroso al Diego Armando Maradona, il Napoli esce sconfitto contro uno Spezia in dieci dal 77° dopo aver dominato nel primo tempo con 15 tiri (8 in porta) e quattro occasioni limpide da gol. L’assedio continua e va in vantaggio al 58 con Petagna poi smette di giocare, subendo l’uno-due dei bianconeri.

Alla fine, il tabellino azzurro conta 27 tiri (11 in porta) e l’ultima occasione, potenzialmente clamorosa, targata Llorente-Elmas è l’emblema del march. Lozano sulla fascia vola e mette in mezzo una palla importante, l’ariete basco la stoppa e poi resta indeciso sul concludere o appoggiare ad Elmas che resta di pietra.

“La squadra è troppo nervosa, perdiamo la testa. Forse il problema sono io che non riesco a far capire ai giocatori come si va con veemenza sotto porta – Gattuso non ci sta’ – Ci sono state scelte sbagliate, la partita si racchiude nei due errori consecutivi di Maksimovic, dovevo tirarlo fuori, lui si è innervosito”

Se in settimana si discuteva sull’ambiente Napoli che non aiutava una squadra altalenante, adesso ci saranno giorni di fuoco per Gattuso ed Insigne. Perché? Perché c’è chi non aspettava altro e poco conta che se i calciatori si divorano i gol di certo non è imputabile al mister. O se il capitano ha risolto tante partite e ha calciato otto volte in parta, si è divorato due gol fatti stasera.

“È mancata cattiveria sotto porta, su dieci tiri io ne ho fatti più di tutti e potevo fare di più – Insigne non si dà pace e si prende le sue responsabilità – Questo dispiace perché dovrei essere io a trascinare i miei compagni, oggi non ci sono riuscito e mi dispiace, quando non ci riesco sto male perché il mister e i miei compagni si aspettano tanto da me”

Ma alla fine resterà queste: polemiche, critiche (spesso verso chi non è il vero o l’unico colpevole) e tante recriminazioni. Ma i partenopei ci sono abituati ormai alle occasioni sprecate, al poteva essere ma non è stato, alle sconfitte immeritate e assurde, ma anche alle brutte figure contro squadre modeste.

La mentalità, il veleno sotto porta, la sfortuna, la personalità, chi più ne ha più ne metta per spiegare una sconfitta in una partita stregata. Il calcio non è nuovo a queste situazioni paradossali, tant’è che si parla di gol sbagliato- gol subito, che se crei tanto e non segni alla fine la perdi, detto fatto.

Si gioca ogni tre giorni e c’è il tempo di recuperare, anche se le occasioni sprecate ormai sono tante. Gattuso punta su questo fattore per rialzare il morale dei suoi: “Non dobbiamo andare in depressione se facciamo un errore, i giocatori devono accettare la sconfitta e andare avanti. Abbiamo fatto 28-29 tiri, la strada è giusta”

NAPOLI (4-2-3-1): Ospina, Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Mario Rui, Fabian Ruiz (37′ st Llorente), Bakayoko (31′ st Elmas), Politano (7′ st Petagna), Zielinski (31’ st Lobotka), Insigne, Lozano. All. Gattuso.

SPEZIA (4-3-3): Provedel; Vignali, Terzi, Ismajli, Marchizza (45′ st Ramos); Maggiore (45′ st Saponara), Agoumé, Deiola (1′ st Pobega); Agudelo (1′ st Gyasi), Nzola, Farias (34′ st Erlic). All. Italiano.

ARBITRO: Mariani di Aprilia.

MARCATORI: 13′ st Petagna (N), 23′ st Nzola (S), 36′ st Pobega (S)

NOTE: Espulso al 32′ st Ismajli (S), per somma di ammonizioni. Ammoniti: Di Lorenzo, Manolas (N); Pobega, Maggiore, Terzi (S). Recupero: 2′ pt, 5′ st.