Tanti auguri Pocho!

“Quando ero bambino avevo un cane che si chiamava Pocholo. Quando se ne andò, mio fratello ed il suo migliore amico cominciarono a chiamarmi con quel nome perché rompevo le scatole proprio come lui.” Così, Ezequiel Lavezzi spiegava l’origine del suo soprannome, oggi el Pocho Lavezzi compie 35 anni.

Sono passati solo cinque mesi dal suo addio al calcio, il 27 novembre 2019. È strano considerare Lavezzi come un ex calciatore, ma lui ha deciso di smettere presto, velocemente come un fulmine. Il funambolo di Villa Gobernador Gálvez è rimasto nei cuori di tutti i napoletani perché in fondo lo era anche lui.

Prima di approdare all’ombra del Vesuvio, il giovane argentino, era arrivato in Italia per un provino con la Fermana, ma fu scartato. Non ebbe fortuna nemmeno in patria, nelle giovanili del Boca Juniors, tanto che decise di lasciare il calcio e mettersi a fare l’elettricista. Poi a 17 anni si presentò l’opportunità di giocare in prima squadra con l’Estudiantes, e da quel momento ebbe inizio la sua carriera. I destini di Lavezzi e dell’Italia si incrociano nuovamente quando venne ingaggiato dal Genoa. I rossoblù lo cedettero prima in prestito e poi definitivamente al San Lorenzo, dove il Pocho si fece notare.

Così arrivò la terza avventura italiana per Lavezzi, lo acquistò il Napoli il 6 luglio 2007 per circa € 5 milioni. Quel ragazzetto capellone e un po’ tarchiato ci mise poco a farsi voler bene. Realizzò una tripletta nel match contro il Pisa, in Coppa Italia, alla sua seconda partita ufficiale con la maglia del Napoli. Dribbling ubriacanti e corse pazze divennero i suoi marchi di fabbrica, come il suo incedere un po’ goffo a testa bassa ma con la palla sempre attaccata al piede.

Gli allenatori delle giovanili hanno sempre insegnato ai propri allievi che si gioca a la testa alta, questo per facilitare la visione di gioco ed evitare di cadere in egoismi. Lavezzi è stata l’eccezione che conferma la regola: seminava il panico tra gli avversari mettendo giù il testone e scattando come una scheggia impazzita, ma allo stesso tempo riusciva a sfornare assist in quantità per i suoi compagni. In campo non si risparmiava mai e quando lo vedevi fermo era perché stava ripensando all’azione precedente che aveva sprecato, poi ripartiva a mille all’ora. Arrivava sempre un attimo prima sul pallone rispetto ai difensori, saltando l’uomo quasi sistematicamente e procurandosi spesso calci di rigore. Come nella sera del 20 maggio 2012 quando conquistò il suo primo trofeo italiano, vincendo la finale di Coppa Italia contro la Juventus.

Il 2 luglio 2012 fu acquistato dai francesi del Paris Saint-Germain per € 30 milioni, dove ha trascorso 4 stagioni in Francia vincendo 3 campionati, 3 Supercoppe, 2 Coppe di lega e 1 Coppa di Francia. A sorpresa il 17 febbraio 2016 si trasferì in Cina all’Hebei CFFC e firmò un contratto biennale da circa € 21 milioni l’anno.

Oggi Lavezzi, a 35 anni compiuti, è un uomo e non è più un calciatore, ma per i tifosi partenopei resta lo scugnizzo di sempre. Quello delle corse in motorino nel cuore della notte a Napoli, quello dell’esultanze rabbiose e divertenti, quello dal sorriso tutto napoletano.